ARC

il progetto per una comunità nuova

“Ora io vedo il segreto per la creazione delle persone migliori. È crescere all’aria aperta e mangiare e dormire con la terra.” Con queste parole il poeta statunitense Walt Whitman  illumina un tema importante: il contatto con la natura per un futuro inclusivo e sostenibile. 

L’occorrenza intima di progettare in una nuova ottica ha portato Floaty, gruppo di giovani studenti italiani che ha a cuore temi attuali come ecologia e inclusione, a riflettere sulla plasmabilità dell’uomo, inteso trasversalmente come individuo o società, sullo spazio che vive e viceversa. La società in cui viviamo sta regolarmente trasformandosi nella società dell’attimo e della fugacità; il “tutto e subito” orientato all’efficienza è causa e conseguenza di un rapido processo evolutivo e innovativo nel quale stiamo vivendo. La necessità di fare e avere tutto (o anche solo avere la possibilità di fare e avere) ha insediato nella nostra esistenza un modus operandi basato sul modificare l’ambiente per l’essere e plasmare l’essere sull’ambiente. Un’apparente antitesi che diventa un circolo vizioso capace di non ascoltare né le esigenze di questa nuova società, né quelle dell’ambiente che ci ospita. L’architettura e la progettazione possono essere la soluzione per riuscire a rompere questo processo disfunzionale e allo stesso tempo di unire le esigenze della persona e del pianeta, creando un equilibrio tra due sfere che apparentemente risultano armoniche nei loro movimenti, ma che in realtà si scontrano e danneggiano. Esse possono permettere di creare un terreno fertile per garantire il diritto del libero pensiero e della libera espressione, primo gradino per riuscire ad entrare in armonia con altri individui e con lo spazio che ci ospita. Da qui nasce Floaty ARC, un progetto che vuole imparare dalla passata arte del progettare per sviluppare spazi, edifici e oggetti in maniera sostenibile, etica e soprattutto che possa permettere di liberare l’uomo e l’ambiente dalle proprie condanne.

Il nostro progetto si concentra quindi sulla progettazione e riqualificazione di quartieri e zone disfunzionali per una crescita equa e dignitosa. La progettazione e l’architettura permettono infatti di cogliere e far crescere punti di forza di zone che apparentemente non possiedono; esse permettono di creare spirito di comunità in quartieri dove riecheggia spirito di competizione e minacce, dove cittadini indifesi lottano quotidianamente per conquistare una vita degna di essere vissuta.  È evidente una stretta correlazione tra quartieri con condizioni di vita estreme all’elevata pericolosità e malavita. Il degrado architettonico si riflette e si trasforma in degrado sociale causando vittime silenziose: persone innocenti condannate a un’esistenza difficile. 

In Italia sfortunatamente esiste una vera e propria lista di quartieri dove fatti di criminalità comune ed altre vicende nefande diventano veri e proprie epidemie diffuse; citiamo ad esempio il Librino a Catania, il quartiere Zen di Palermo, il quartiere Forcella a Napoli, il quartiere Corviale di Roma, Quarto Oggiaro a Milano, le Vallette a Torino e il quartiere Begato di Genova. Questi fenomeni non sono però solo circoscritti all’Italia, ma riguardano l’intera Europa e l’intero pianeta.  Esse, spesso al centro di approfonditi studi e analisi, vengono etichettate come zone abitate esclusivamente da criminali alimentando generalizzazioni affrettate; spesso, infatti, gli abitanti di questi quartieri non sono malavitosi, bensì cittadini onesti che sono obbligati, per cause maggiori come le difficoltà economiche, a trasferirsi, rischiando così di avvicinarsi alla delinquenza. I bambini sono sicuramente i primi ad essere colpiti da questa delinquenza e questi disagi. Save the Children ha analizzato dati Istat ed Eurostat e pubblicato uno studio riguardo proprio le problematiche della qualità della vita in corrispondenza a disagi delle abitazioni e i quartieri (Fare spazio alla crescita - Save the Children). 

Primi dati significativi sono che in Italia quasi 13 mila minori sono senza tetto e/o senza fissa dimora. Il 39,1% dei minori italiani vivono in case sovraffollate, ossia in case dove non ci sono abbastanza stanze rispetto alle dimensioni della famiglia; parallelamente si sono emerse problematiche riguardo la qualità degli spazi stessi: “…in Italia, tra le coppie con almeno un figlio minore, il 9,2% vive in abitazioni con tetti, soffitti, finestre o pavimenti danneggiati; il 13,7% abita in case con alti tassi di umidità nei muri, nei pavimenti, nei soffitti o nelle fondamenta; mentre il 5,4% vive in abitazioni dove la luminosità è scarsa…” (Fare spazio alla crescita - Save the Children). Oltre le abitazioni personali, anche gli spazi condivisi della comunità sono in evidente difficoltà; il 62,8% delle scuole sono sprovviste di certificati di agibilità e Il 53% delle scuole di ogni ordine e grado non è fornita di accessi con rampe, il 42% di ascensore per il trasporto di persone con disabilità, mentre il 33% non presenta servizi igienici a norma.  Riguardo invece i parchi pubblici la superficie per abitante è pari a 1,4 metri quadrati. Inoltre, ogni bambino che abita in città dispone di 0,4 metri quadrati di giardino o di orto botanico all’interno dell’ambiente scolastico.  In aggiunta, è disponibile meno di 1 metro quadrato di arredo urbano fruibile a ciascun’abitante, il quale può incidere sulle possibilità di socializzazione. Questi dati, associati alla qualità della vita e la diffusione dei diversi fenomeni nelle singole regioni, rappresentano la prova tangibile che è necessario trovare una soluzione per garantire sistemi equi e inclusivi, rispettosi dell’individuo, della comunità e dell’ambiente. 

Il team di Floaty, formato da giovani studenti liceali e universitari che hanno a cuore temi attuali come ecologia e inclusione, lavorano ormai da quasi due anni per cercare soluzioni concretizzabili per risolvere problematiche sociali e contemporaneamente problematiche ambientali. È necessario sviluppare proposte che ascoltino realmente le esigenze del cittadino e dell’ambiente, considerando quindi sia fattori personali e culturali che fattori socio-economici. Pensiamo che il progetto Floaty ARC possa essere una valida soluzione per risolvere il problema-epidemia delle zone degradate e pericolose. 

Abbiamo infatti pensato di progettare sistemi versatili per creare spazi comuni all’aperto, dove diverse generazioni possano incontrarsi e creare comunità, dove ritrovare quell’essenza che vive dentro di noi, dove far crescere rispetto e costruire virtù. Oltre ciò, viste le problematiche di igiene nei quartieri difficili, abbiamo deciso di implementare i nostri sistemi architettonici con sistemi di depurazione delle acque reflue urbane e industriali utilizzando tecnologie sviluppate dal nostro team. L’idea è quindi quella di diffondere sistemi architettonici modulari per rigenerare gli spazi comuni all’aperto di zone difficili. Nello specifico abbiamo progettato otto moduli architettonici, che se associati possono creare infinite soluzioni adattabili quindi a ogni specifico contesto. 

La fase di progettazione del nostro progetto è partita dall’individuazione di problematiche sociali e risolvibili con un luogo di riconciliazione. In particolare abbiamo fatto un’indagine riguardo: 

Abbiamo quindi intervistato individui personalmente vicini a queste problematiche per comprenderle meglio al fine di sviluppare una soluzione efficace. 

È quindi emerso che il fattor comune di tutte le possibili soluzioni è l’ascolto e quale luogo migliore se non una casa comune in contatto con la natura per tutti i cittadini? Un parco comunitario permette di sviluppare la capacità di ascoltare il diverso e quindi di comprenderlo e accettarlo. È proprio la conseguenza dell’ascolto, ossia l’accettazione, la chiave del benessere di un’intera comunità cosicché possa crescere, costruire ed evolversi. L’accettazione non è infatti passività nei confronti della realtà, ma è la completa conoscenza e il completo contatto con essa. È l’inizio per garantire la propria libertà perché essa non finisce con il toccare quella altrui, bensì si completa. Un parco comunitario contribuisce alla libertà di ognuno. 

Ci siamo inoltre ispirati agli obiettivi dell’Agenda 2030, in particolare gli obiettivi:

Riguardo le linee progettuali ci siamo interessati ad elementi naturali e alla cultura europea e globale; in particolare:

Fondamentale per il nostro team è quello di progettare spazi inclusivi per valorizzare la diversità e l’equità. Nello specifico abbiamo progettato moduli trasformabili per essere adattati alle esigenze di ogni individuo.  Floaty ARC risulta quindi adatto per creare uno spazio perfetto per persone con disabilità, dalla necessità di spostarsi con sedia a rotelle alla necessità di seguire percorsi precisi e individuabili per individui non vedenti. Inoltre Floaty ARC è uno spazio estremamente multifunzionale e adatto a diverse generazioni e diversi fini. Alcuni moduli architettonici sono modificati per creare aree di gioco, altri per creare spazi di socializzazione, altri per il working nel mezzo della natura. Floaty ARC è uno spazio di collaborazione, la casa comune della comunità dove instaurare progetti etici e sostenibili.


Per comprendere meglio il potenziale di Floaty ARC abbiamo inoltre progettato una possibile soluzione adatta per un intero quartiere: Parco ARC. 

Parco ARC rappresenta una visione audace e straordinaria di come l'architettura e la natura possano convergere in un'armoniosa danza di forme e significati, offrendo un'interpretazione contemporanea dei moduli architettonici introdotti da Brunelleschi nel XV secolo a Firenze. Nel cuore di questa creazione architettonica si trova una semicirconferenza composta da 34 moduli, simbolo di un abbraccio che rappresenta inclusione e unione, riflettendo la fluidità e la mutevolezza delle esigenze della società dinamica del XXII secolo.

Il fulcro di Parco ARC è il teatro, un luogo di incontro dove culture si fondono, generazioni si incontrano e la vita si esprime nella sua diversità. Il palco centrale, realizzato con macrofite, piante acquatiche specializzate nella fitodepurazione, assume un ruolo multifunzionale all'interno del teatro. Oltre a creare uno spettacolo visivo e sensoriale unico, le macrofite contribuiscono significativamente all'ecosostenibilità del parco, purificando l'acqua e migliorando l'ambiente circostante.

Questo approccio innovativo riscrive le regole dell'architettura teatrale tradizionale, aprendo nuove prospettive artistiche e trasformando ogni spettacolo in un'esperienza unica. Il palco diventa così non solo un luogo di intrattenimento, ma un santuario di espressione artistica, dove gli artisti possono connettersi con la natura e il pubblico in modi mai visti prima.

Le pareti cellulari, che circondano il nucleo del parco con grazia e forza, non sono solo elementi architettonici ma simboli di ecosostenibilità, realizzati con materiali responsabili e rispettosi dell'ambiente. Il sistema di fitodepurazione sottolinea l'impegno del parco nei confronti della natura, promuovendo il contatto con l'ambiente circostante e ribadendo l'importanza della custodia del nostro pianeta.

Le piccole panchine, considerate organuli architettonici, sono parti vitali di questa cellula architettonica, ciascuna contribuendo in modo unico alla funzionalità e alla bellezza complessiva. Questi elementi consentono interazioni umane fluide, riflettendo il bisogno intrinseco di connessione e socialità. Gli spalti offrono prospettive diverse, invitando gli ospiti a esplorare il parco da angolazioni uniche e sottolineando la costante crescita e cambiamento della realtà.

In sintesi, Parco ARC è un esempio straordinario di come l'architettura contemporanea possa integrarsi armoniosamente con la natura, promuovendo l'ecosostenibilità, la connessione umana e l'espressione artistica in un contesto unico e ispiratore.


Gli obiettivi di Floaty ARC sono quindi:

Il team di Floaty, per concretizzare il progetto, sta lavorando contemporaneamente su tre linee differenti:

In conclusione, questo progetto è molto più di una semplice struttura; è un'opera che celebra l'armonia tra l'uomo, l'ambiente e l'architettura. Ogni linea, ogni superficie e ogni spazio sono stati progettati con cura per riflettere la nostra dedizione all'estetica, alla sostenibilità e all'innovazione. Siamo convinti che questo progetto contribuirà a migliorare la qualità della vita delle persone che lo utilizzeranno e diventerà un punto di riferimento nella comunità.

“Abbiamo bisogno di parchi e di verde.
I parchi sono i regali che i padri preparano ai figli e ai nipoti.”

Fabrizio Caramagna

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